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Video di Caldaro e d'intorni. Alcune impressioni del sud dell'Alto Adige

O come:

Ora, die
(Johann G. Mairhofer)
Tra i fenomeni naturali che interessano il Lago di Garda, c’è quello dei venti; qui, complessivamente, ce ne sono 14. Il più famoso è l’Ora. Soffia dal sud ed è formato da molti piccoli venti che si uniscono tra Gargnano e Brenzone per la cosiddetta Ora. Soffia regolarmente in primavera, estate e autunno. Indubbiamente in estate, l’Ora, soffia con più forza. Ciòderiva dalla forte radiazione solare che promana dall’acqua, oltre che dalle circostanti montagne a nord del Lago di Garda. L’Ora comincia soffiare dopo l’illanguidirsi del Pelér (vento dal nord), più o meno tra le dodici e le tredici e trenta ed è presente, in condizioni meteorologiche normali, fino al tramonto. L’Ora soffia fino a Caldaro e oltre, rendendo più sopportabile il caldo estivo.

Ora, die
(Erika Wimmer)
Ciò che soffia e fa svolazzare le vele, che incita a giochi sportivi nei colori blu, bianco e verde. Lo sbattere delle onde, lo scorrere dell’acqua, figli dell’acqua l’uno dietro l’altro, senza un ordine, con movimenti piccoli, tremanti, sempre da riva a riva, sempre avanti. Dalla Baia delle Sirene il famoso vento sull’acqua sembra una bianca decorazione . L’Ora vento, l’ora orologio, il soffiare. Il tempo arriva fin quassù, da noi. Piatto, non più increspato, e appena appena giocherellone. Rinfrescato all’ora della sera, tutt’altro che noiose sono le espressioni dei venti.

Ounewont, die
(Kurt Lanthaler)
Generalmente, l’Ounewont, si definisce una striscia marginale di erba. Una fascia incolta, dove girare le macchine agricole, così come gli aratri in terreni coltivati, o i carri per
il raccolto nei frutteti e nelle zone vinicole. A Caldaro si chiama così l’area davanti all’Ortssäule (la colonnina che si trova all’angolo, all’inizio o alla fine della Pergl). Nei tempi dei carri coi buoi, l’Ounewont era una striscia molto più sottile in quanto il cerchio di virata dei carri da buoi era più piccolo rispetto a quello dei trattori di oggi e dei loro carrelli.

Ounewont, die
(Johann G. Mairhofer)
Ci sono parole dinanzi alle quali si rimane muti, affascinati per interi giorni. Ounewont è una di quelle. Che suono! (Qual’è il significato? Lei senz’altro si domanderà, visto che tra le mani dispone di un glossario. Giusto. D’altro canto, l’autore del suddetto, era un uomo molto giovane quando incrociò per la prima volta l’Ounewont, rimanendone entusiasta, e ciò nonostante non ne intendesse ancora il significato, essendosi trasferito che era ancora un bambino nella terra del vino. Ciò nonostante, conservava in serbo questa parola, ancor prima che si rendesse conto del suo significato.) Ma chi o che cosa è l’Ounewont? La stretta e incolta striscia di terra tra un pezzo di vigneto e l’altro. Viene spesso adibito a un passaggio. O per girare il trattore. Girare. Ounewont.

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